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L'Arcella si oppone al crimine riprendendosi gli spazi
GLI ABITANTI REAGISCONO Le nuove piazze sono un segnale positivo.

«Tre i fronti aperti : droga, prostituzione ed immigrazione.

Anche nel caso di stranieri regolari»

Ma per la Commissione sicurezza del Quartiere i problemi legati

alla malavita sono moltiplicati, come nelle altre zone di periferia
Tratto da Il Gazzettino di Padova del 15.01.2004 – di Daniela Borgato

 

   In primavera dovrebbe aprire i battenti il nuovo posto di Polizia dell'Arcella. Avrà sede in via Avanzo a ridosso della stazione ferroviaria. Vedrà in servizio, distaccati dal Ministero dell'Interno, una trentina di poliziotti (il progetto viene presentato pubblicamente il 23 gennaio alle 21 in via Reni all'ex Configliachi). Nello stesso stabile sarà operativo un distaccamento di Polizia municipale con una decina di agenti. Gli uomini delle due forze dell'ordine, novità per tutto il territorio nazionale, lavoreranno fianco a fianco con l'obiettivo di contrastare il crimine e garantire maggior sicurezza agli abitanti del quartiere.

 

   Quartiere nel quale gli episodi di violenza negli ultimi tempi sembrano dilagare. Nonostante l'Arcella sia una zona vivace con comitati e associazioni a tutela del territorio, con associazioni di volontariato solidali, si registra un crescendo di microcriminalità, furti, delinquenza, degrado. Ma anche, tra gli abitanti specialmente anziani, un crescendo di paure, incertezze, richieste di aiuto. Si moltiplicano le segnalazioni di situazioni a dir poco difficili. Tra le ultime quella di una settantina di abitanti che hanno denunciato, con grande preoccupazione, proprio l'altro ieri dalle pagine del Gazzettino, una presenza di spacciatori ancora più invadenti e arrogantidel solito nella zona tra le vie Liberi e Calzetta. La grande Arcella, la città nella città, con i suoi 40 mila e passa abitanti, sta davvero diventando il nuovo Bronx? O come il resto delle periferie di Padova sta arrendendosi di fronte all'esplodere incontrollato di nuove difficili realtà che sembrano quasi costringerla a cambiare faccia?

 

   Enrico Pavanetto (nella foto), coordinatore della Commissione Sicurezza del Quartiere 2 Nord Arcella-Pontevigodarzere, conferma che i problemi legati alla sicurezza negli ultimi tempi si sono moltiplicati. Ma in tutta Padova, non solo all'Arcella. Qui vanno individuati comunque soprattutto seguendo tre filoni. «Il primo - spiega Pavanetto - è legato all'aumento vertiginoso degli immigrati». «Non mi sto riferendo - chiarisce - solo a presenze di clandestini o balordi. Si tratta anche di persone che magari lavorano e sono in regola, ma hanno grosse difficoltà ad integrarsi. Hanno abitudini completamente differenti e vivono come corpi a parte senza entrare davvero nel tessuto sociale locale. Non rispettano le regole. Sono incuranti della gente e del territorio. Poi c'è la spinosa questione della droga: a Padova, crocevia dello spaccio, vi sono alcune zone limitrofe alla stazione, come Borgomagno, le vie Ticino e Avanzo, il parco Milcovich e il giardino della Santissima Trinità dove lo spaccio di droga è presente praticamente a tutte le ore e in maniera massiccia. L'altra grande piaga del territorio è la prostituzione».

 

   Le strade del mercato del sesso? «Quelle principali: l'asse via Aspetti-Reni, praticamente dal cavalcavia Borgomagno a Pontevigodarzere. E via Plebiscito con le prostitute a poche decine di metri l'una dall'altra ad attendere i clienti fino all'alba». Pavanetto sottolinea gli interventi realizzati dal Quartiere per contrastare la criminalità a dare maggiore sicurezza alla gente. Gente che ha paura e moltiplica le richieste di intervento delle forze dell'ordine.

 

   «Siamo convinti - dice Pavanetto - che gli abitanti del quartiere debbano riappropriarsi del territorio. In tale ottica sono state riqualificate piazzette degradate come largo Debussy a San Carlo, il piazzale di San Bellino, la piastra polivalente di via Bettini, ed è in fase di realizzazione la nuova piazza-verde a Pontevigodarzere. Inoltre è stata rifatta l'illuminazione in alcune vie della vecchia Arcella, alla Santissima Trinità, a San Bellino. A Pontevigodarezere con il finaziamento della Regione Veneto è stato acquistata l'ex Scuola materna "Monumento ai caduti" che sarà destinata a centro di accoglienza per immigrati di origine italiana che rientrano dall'Argentina».

 

   «A sottolineare che l'Arcella non sia un Bronx - aggiunge Pavanetto - ci pensa anche il mercato immobiliare. Padova Nord infatti, secondo un'indagine condotta dagli agenti immobiliari cittadini, risulta tra le zone residenziali più richieste della città. Forse perchè offre un gran numero di servizi, un'ampia gamma di attività commmerciali, un tessuto sociale resistente».

 

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