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L'Arcella si oppone al crimine riprendendosi gli spazi «Tre i fronti aperti : droga, prostituzione
ed immigrazione. Anche nel caso di stranieri regolari» Ma per la Commissione sicurezza del Quartiere i problemi legati alla malavita sono moltiplicati, come nelle altre zone di periferia |
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Quartiere
nel quale gli episodi di violenza negli ultimi tempi sembrano dilagare.
Nonostante l'Arcella sia una zona vivace con comitati e associazioni a tutela
del territorio, con associazioni di volontariato solidali, si registra un
crescendo di microcriminalità, furti, delinquenza, degrado. Ma anche, tra gli
abitanti specialmente anziani, un crescendo di paure, incertezze, richieste
di aiuto. Si moltiplicano le segnalazioni di situazioni a dir poco difficili.
Tra le ultime quella di una settantina di abitanti che hanno denunciato, con
grande preoccupazione, proprio l'altro ieri dalle pagine del Gazzettino, una
presenza di spacciatori ancora più invadenti e arrogantidel solito nella zona
tra le vie Liberi e Calzetta. La grande Arcella, la città nella città, con i
suoi 40 mila e passa abitanti, sta davvero diventando il nuovo Bronx? O come
il resto delle periferie di Padova sta arrendendosi di fronte all'esplodere
incontrollato di nuove difficili realtà che sembrano quasi costringerla a
cambiare faccia? Enrico Pavanetto (nella foto), coordinatore della Commissione Sicurezza
del Quartiere 2 Nord Arcella-Pontevigodarzere, conferma che i problemi legati
alla sicurezza negli ultimi tempi si sono moltiplicati. Ma in tutta Padova,
non solo all'Arcella. Qui vanno individuati comunque soprattutto seguendo tre
filoni. «Il primo - spiega Pavanetto - è legato all'aumento
vertiginoso degli immigrati». «Non mi sto riferendo - chiarisce - solo a presenze di clandestini o balordi. Si tratta
anche di persone che magari lavorano e sono in regola, ma hanno grosse
difficoltà ad integrarsi. Hanno abitudini completamente differenti e vivono
come corpi a parte senza entrare davvero nel tessuto sociale locale. Non
rispettano le regole. Sono incuranti della gente e del territorio. Poi c'è la
spinosa questione della droga: a Padova, crocevia dello spaccio, vi sono
alcune zone limitrofe alla stazione, come Borgomagno, le vie Ticino e Avanzo,
il parco Milcovich e il giardino della Santissima Trinità dove lo spaccio di
droga è presente praticamente a tutte le ore e in maniera massiccia. L'altra
grande piaga del territorio è la prostituzione». Le strade del mercato del sesso? «Quelle
principali: l'asse via Aspetti-Reni, praticamente dal cavalcavia Borgomagno a
Pontevigodarzere. E via Plebiscito con le prostitute a poche decine di metri
l'una dall'altra ad attendere i clienti fino all'alba». Pavanetto sottolinea gli interventi
realizzati dal Quartiere per contrastare la criminalità a dare maggiore
sicurezza alla gente. Gente che ha paura e moltiplica le richieste di intervento
delle forze dell'ordine.
«Siamo convinti - dice Pavanetto - che gli abitanti del
quartiere debbano riappropriarsi del territorio. In tale ottica sono state
riqualificate piazzette degradate come largo Debussy a San Carlo, il piazzale
di San Bellino, la piastra polivalente di via Bettini, ed è in fase di
realizzazione la nuova piazza-verde a Pontevigodarzere. Inoltre è stata
rifatta l'illuminazione in alcune vie della vecchia Arcella, alla Santissima
Trinità, a San Bellino. A Pontevigodarezere con il finaziamento della Regione
Veneto è stato acquistata l'ex Scuola materna "Monumento ai caduti"
che sarà destinata a centro di accoglienza per immigrati di origine italiana
che rientrano dall'Argentina».
«A sottolineare che l'Arcella non sia un Bronx - aggiunge Pavanetto
- ci pensa anche il mercato immobiliare. Padova Nord infatti, secondo
un'indagine condotta dagli agenti immobiliari cittadini, risulta tra le zone
residenziali più richieste della città. Forse perchè offre un gran numero di
servizi, un'ampia gamma di attività commmerciali, un tessuto sociale
resistente». |
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