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Zanon (An) accusa l’assessore Ruffini

“Il suo modello sono i ghetti illegali”

Tratto da Il Mattino di Padova del 07.07.2004

 

   Sulla riqualificazione di via Anelli è già polemica aperta tra l’assessore regionale Raffaele Zanon (nella foto), di Alleanza nazionale, e il neo assessore comunale alle politiche abitative Daniela Ruffini, di Rifondazione Comunista.

 

    Zanon, al termine dell’incontro del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblici, ha detto di aver trovato sul problema di via Anelli “Disponibilità del sindaco, Zanonato a interloquire con la Regione”. Riferendosi però all’ assessore Ruffini, l’esponente regionale ha detto di aver ricavato la sensazione dalle sue parole “che ci siano delle contraddizioni all’interno dell’amministrazione che mi auguro siano al più presto risolte nell’interesse della città”. “La città” ha affermato l’esponente della destra “deve sapere che il nuovo assessore alla casa ha come modelli i ghetti di Berlino e di Parigi e che ritiene di dover perpetuare una situazione di illegalità, di ingiustizia, di speculazione che non ha eguali in altre parti d’Italia”.

 

   “Sono convinto” -continua Zanon- “che il problema di via anelli stia sempre più diventando un problema di legalità e quindi legato alla sicurezza pubblica. Via Anelli è di fatto un alloggio temporaneo da cui gli stranieri onesti se ne stanno andando, lasciando spazio unicamente agli illegali, ai clandestini, agli speculatori e a coloro che strumentalizzano le fasce più deboli ed emarginate. Ho già fatto un esposto alla magistratura e farò presente la situazione al Ministero degli Interni”. “Le istituzioni” ha insistito “devono concorrere a risolvere un problema che grava sulla città di Padova e in particolare sugli abitanti di quel quartiere. La Regione ha sempre dato la sua disponibilità, in termini di concretezza progettuale e finanziaria, per restituire via Anelli alla città ma soprattutto alla legalità”.

 

   “Si profila poi un altro tipo di emergenza”conclude “che a precise responsabilità in termini amministrativi e che riguarda le indecenti condizioni igieniche, la promiscuità dilagante, che si manifesta anche con fenomeni di palese illegalità, e la situazione statica degli immobili, che sarebbe grave sottovalutare, se veramente si ha a cuore il benessere di tutti i padovani.

La Regione è pronta ad attivare iniziative e progetti di accompagnamento sociale e di tutela sanitaria, coinvolgendo tutte le associazioni etniche in grado di svolgere una mediazione sociale in una situazione che definire esplosiva è dir poco”.

 

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