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«Occorre realizzare in Veneto

un centro di permanenza per stranieri»

SICUREZZA. L'ASSESSORE REGIONALE ZANON

HA INCONTRATO IL NUOVO PREFETTO

Tratto da Il Gazzettino di Padova del 03.01.2004

 

   L'assessore regionale alle politiche della sicurezza e dei flussi migratori, Raffaele Zanon (nella foto), assieme all'assessore alla sicurezza del comune di Padova on. Maurizio Saia, presente l'on. Filippo Ascierto, ha incontrato nei giorni scorsi il nuovo Prefetto di Padova, Paolo Padoin.

 

   Zanon si è intrattenuto con il Prefetto affrontando temi principali quali il centro temporaneo di permanenza clandestini, la riqualificazione di via Anelli, i nuovi presidi di pubblica sicurezza programmati dalla Regione.

 

   «La Giunta regionale ritiene sia necessario che nel Veneto si realizzi un Cpt (Centro di permanenza territoriale) - ha affermato Zanon - che provveda ad ospitare gli immigrati clandestini in attesa di essere espulsi dal territorio nazionale. Per espellere in modo efficace i clandestini servono i centri di permanenza almeno, uno per ogni regione, e questo vale tanto più per un territorio come il Veneto che ha una delle percentuali di immigrazione più alte d'Italia.

   La realizzazione di un Cpt nel territorio regionale risponde perciò ad un'esigenza effettiva di adottare un sistema organico ed efficiente di misure di contrasto all'immigrazione clandestina nel nostro Paese, anche prevedendo una più organica dislocazione territoriale di queste strutture in funzione di una migliore razionalizzazione degli interventi da parte delle Questure.

   La Giunta Regionale ha da tempo attivato su questa problematica una collaborazione con il Governo per l'individuazione del sito in cui realizzare il centro di permanenza e per sostenerne la necessità. Questi centri, però, devono essere considerati da parte dei cittadini come un elemento di sicurezza e di garanzia e non il contrario».

 

   Nel corso dell'incontro Zanon ha ricordato anche i buoni esiti della politica regionale e nazionale sul contrasto della clandestinità, sottolineando le 60 mila regolarizzazioni raggiunte nel Veneto, l'aumento delle espulsioni dei clandestini e la diminuzione degli sbarchi. Per quanto riguarda la completa riqualificazione di via Anelli, Zanon ritiene che «la questione non vada affrontata solamente sul piano dell'ordine pubblico né con azioni sporadiche che rischiano di rivelarsi inefficaci. Gli organici delle forze dell'ordine, poi, continuano ad essere insufficienti, soprattutto per attività di pattugliamento della zona. Il 17 settembre scorso con il sindaco di Padova Giustina Destro e il presidente dell'Ater padovana Andrea Drago, abbiamo firmato lo schema dell'accordo di programma per la riqualificazione di via Anelli. La firma è il risultato di un confronto serio e di un dialogo che si è svolto nei mesi precedenti con tutti l'Amministrazione comunale, l'Assessorato regionale, l'Ater, la Prefettura e la Questura. Quella sottoscritta è un'opera che avrà ricadute positive non soltanto sul quartiere, che era diventato terra di nessuno, ma sull'intera città. Padova non può permettersi di avere una favela».

 

   Sul tema della sicurezza, l'esponente del governo veneto ha ricordato i periodici incontri con i prefetti del Veneto e con i responsabili delle forze dell'ordine regionali che hanno consegnato alla Regione la lista dei presidi di cui finanziare la realizzazione o la riutilizzazione nel territorio e hanno informato sulle loro esigenze relative a nuovi organici.

 

   «La Giunta Regionale ha recentemente deliberato contributi per la realizzazione di presidi nei Comuni di Cadoneghe e Padova (per il Commissariato dell'Arcella), che vanno ad aggiungersi ai precedenti Ponte San Nicolò, Montegrotto Terme, Maserà di Padova, Noventa Padovana e Lozzo Atestino», ha spiegato Zanon.

 

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