|
|
«Occorre realizzare in
Veneto
un centro di permanenza
per stranieri»
SICUREZZA. L'ASSESSORE REGIONALE ZANON
HA INCONTRATO IL NUOVO PREFETTO
Tratto da Il Gazzettino di Padova del 03.01.2004 |
||
|
Zanon si è intrattenuto con il
Prefetto affrontando temi principali quali il centro temporaneo di permanenza
clandestini, la riqualificazione di via Anelli, i nuovi presidi di pubblica
sicurezza programmati dalla Regione.
«La Giunta regionale ritiene sia necessario che nel Veneto si realizzi
un Cpt (Centro di permanenza territoriale) - ha affermato Zanon
- che provveda ad ospitare gli immigrati clandestini in attesa di essere
espulsi dal territorio nazionale. Per espellere in modo efficace i
clandestini servono i centri di permanenza almeno, uno per ogni regione, e
questo vale tanto più per un territorio come il Veneto che ha una delle
percentuali di immigrazione più alte d'Italia.
La realizzazione di un Cpt nel territorio regionale risponde perciò ad
un'esigenza effettiva di adottare un sistema organico ed efficiente di misure
di contrasto all'immigrazione clandestina nel nostro Paese, anche prevedendo
una più organica dislocazione territoriale di queste strutture in funzione di
una migliore razionalizzazione degli interventi da parte delle Questure.
La Giunta Regionale ha da tempo attivato su questa problematica una
collaborazione con il Governo per l'individuazione del sito in cui realizzare
il centro di permanenza e per sostenerne la necessità. Questi centri, però,
devono essere considerati da parte dei cittadini come un elemento di
sicurezza e di garanzia e non il contrario».
Nel corso dell'incontro Zanon
ha ricordato anche i buoni esiti della politica regionale e nazionale sul
contrasto della clandestinità, sottolineando le 60 mila regolarizzazioni
raggiunte nel Veneto, l'aumento delle espulsioni dei clandestini e la
diminuzione degli sbarchi. Per quanto riguarda la completa riqualificazione
di via Anelli, Zanon ritiene
che «la questione non vada affrontata solamente sul piano dell'ordine
pubblico né con azioni sporadiche che rischiano di rivelarsi inefficaci. Gli
organici delle forze dell'ordine, poi, continuano ad essere insufficienti,
soprattutto per attività di pattugliamento della zona. Il 17 settembre scorso
con il sindaco di Padova Giustina Destro e il presidente dell'Ater padovana
Andrea Drago, abbiamo firmato lo schema dell'accordo di programma per la
riqualificazione di via Anelli. La firma è il risultato di un confronto serio
e di un dialogo che si è svolto nei mesi precedenti con tutti
l'Amministrazione comunale, l'Assessorato regionale, l'Ater, la Prefettura e
la Questura. Quella sottoscritta è un'opera che avrà ricadute positive non
soltanto sul quartiere, che era diventato terra di nessuno, ma sull'intera
città. Padova non può permettersi di avere una favela».
Sul tema della sicurezza, l'esponente del governo veneto ha ricordato
i periodici incontri con i prefetti del Veneto e con i responsabili delle
forze dell'ordine regionali che hanno consegnato alla Regione la lista dei
presidi di cui finanziare la realizzazione o la riutilizzazione nel
territorio e hanno informato sulle loro esigenze relative a nuovi organici.
«La Giunta Regionale ha recentemente deliberato contributi per la
realizzazione di presidi nei Comuni di Cadoneghe e Padova (per il
Commissariato dell'Arcella), che vanno ad aggiungersi ai precedenti Ponte San
Nicolò, Montegrotto Terme, Maserà di Padova, Noventa Padovana e Lozzo
Atestino», ha spiegato Zanon. |
|||
|
|
|||
|
|||