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«Solo
l’uso del telelaser fa ridurre la velocità»
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Giampiero Avruscio, Rocco Bordin, Antonio Foresta, Marco Marin, Mariella Mazzetto, Domenico Menorello, Giustina Destro, Tommaso Riccoboni, Maurizio Saia, Alberto Salmaso, Gabriele Zanon contestano l’atto amministrativo, limitatamente alle parti in cui si elencano «poteri» della Commissione. In particolare, la partecipazione del presidente dell Commissione stranieri alle sedute dell’assemblea di palazzo Moroni; quella dei delegati della Commissione alle Commissioni consiliari; il potere di iniziativa consiliare; infine, l’indicazione dei membri della Commissione senza il rispetto della minoranza consiliare. In sostanza, gli undici consiglieri della CdL difendono l’impostazione attuale. Dunque, nessuna «xenofobia». Piuttosto, la difesa del principio di rappresentatività. «Il Comune di Padova ha istituito da oltre dieci anni forme di partecipazione alla vita pubblica dedicate ai cittadini stranieri residenti. Con delibera del 20 maggio 1996 veniva, infatti, costituito il “Consiglio delle Comunità Straniere” quale organo consultivo dell’Amministrazione e strumento di informazione, aggregazione e confronto». Al Tar si ricorda come nessuna legge vigente permette di aggiungere un consigliere comunale non eletto. «Inoltre, fa specie che questo consigliere aggiunto a differenza di tutti gli altri non debba produrre una fedina penale all’altezza del compito. Così la giunta Zanonato applica, in realtà, costruisce una riserva indiana in cui le regole di rappresentanza non valgono più. Questa non è integrazione». |
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